25 Giugno 2026
PESCA: BASTA TAGLI ORA SERVONO INVESTIMENTI PER MARINERIE; ALMENO 7,3 MLD DA POLITICA COMUNE PESCA

Basta tagli e misure penalizzanti, per garantire un futuro alla pesca europea, tutelare il reddito delle marinerie e assicurare ai cittadini prodotti ittici sani, sicuri e di qualità serve una svolta nelle politiche dell'Unione europea. È la posizione di Coldiretti, che nel corso dell'incontro sul futuro della Politica Comune della Pesca e sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, svoltosi a Bruxelles alla presenza di europarlamentari, tecnici e operatori del settore e al quale ha partecipato anche una delegazione di Coldiretti Pesca Puglia, ha rilanciato la richiesta di destinare almeno 7,3 miliardi di euro alla prossima Politica Comune della Pesca (PCP), evitando l'accorpamento delle risorse in un fondo unico.

Una dotazione finanziaria adeguata è indispensabile per consentire alle imprese ittiche di affrontare le grandi sfide della transizione ecologica, dalla decarbonizzazione della flotta all'introduzione di motori e attrezzature a minore impatto ambientale, sostenere il ricambio generazionale e mantenere la competitività del settore sui mercati internazionali.

"La pesca pugliese rappresenta un patrimonio economico, sociale e identitario che va difeso con politiche europee finalmente attente alle esigenze reali delle imprese", afferma Davide Di Pinto, responsabile di Coldiretti Pesca Puglia. "Non possiamo continuare a subire limitazioni e riduzioni dell'attività che troppo spesso non trovano adeguato fondamento scientifico. Servono investimenti, regole sostenibili e una programmazione di lungo periodo che consenta alle imprese di innovare, garantire redditività e favorire il ricambio generazionale. Difendere la pesca significa salvaguardare le comunità costiere, migliaia di posti di lavoro e il cibo sano e a miglio zero per i cittadini pugliesi".

La Puglia è una delle principali regioni italiane della pesca, con circa 1.300 imprese della pesca e dell'acquacoltura e una flotta di oltre 2.000 imbarcazioni, che garantiscono occupazione e reddito lungo tutta la filiera, dalla produzione alla commercializzazione, contribuendo in modo determinante all'economia delle comunità costiere.

Coldiretti ricorda che la piccola pesca rappresenta circa il 70% della flotta europea e chiede che le future decisioni siano basate su dati scientifici e su attente valutazioni di impatto, superando approcci esclusivamente restrittivi. Negli ultimi dieci anni la flotta italiana ha registrato una forte contrazione e, soltanto negli ultimi due anni, le giornate di pesca nel Mediterraneo sono diminuite di oltre il 15%, con pesanti conseguenze economiche e occupazionali.

Per questo è fondamentale che la revisione delle norme europee sulla gestione della pesca tenga conto dei costi sociali delle decisioni adottate, valutando gli effetti sull'occupazione, sul fatturato delle imprese e sulla tenuta economica delle comunità costiere. Ogni euro prodotto direttamente dalla pesca genera infatti fino a 2,5 euro di valore nell'indotto locale.

Tra le priorità indicate da Coldiretti figurano inoltre una radicale semplificazione burocratica, strumenti assicurativi e mutualistici specifici per il comparto, l'attivazione dei "Corridoi Azzurri" per favorire l'impiego di manodopera qualificata e regolare anche proveniente da Paesi extra UE e un forte sostegno all'acquacoltura, settore strategico per aumentare la produzione nazionale, ridurre la dipendenza dalle importazioni e rafforzare la sicurezza alimentare.

Per Coldiretti Puglia investire nella pesca significa investire nel futuro delle imprese, nella valorizzazione del pescato italiano e nella tutela di un comparto che continua a rappresentare uno dei pilastri economici, sociali e ambientali delle coste pugliesi.

SONDAGGIO

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