24 Febbraio 2026
BIO: +30% BUROCRAZIA METTE A RISCHIO LA CRESCITA DI UN SETTORE LEADER IN PUGLIA

La regione supera i 318mila ettari bio e si conferma al top in Italia, ma il peso degli adempimenti minaccia il futuro delle imprese

Sui record del biologico pugliese pesa la minaccia dell’eccesso di burocrazia che rischia di rallentare la crescita di uno dei settori di punta dell’agricoltura regionale, con le aziende costrette a sostenere fino al 30% in più di adempimenti amministrativi rispetto al convenzionale, un peso che scoraggia le imprese e mette a rischio la competitività del comparto. È l’allarme lanciato da Coldiretti Puglia. In occasione del SANA, il salone internazionale del biologico.

Secondo un’indagine del CREA, l’eccessiva burocrazia è responsabile dell’abbandono della produzione biologica in otto casi su dieci – denuncia Coldiretti Puglia - con un impatto particolarmente pesante sulle piccole e medie aziende agricole, costrette a fare i conti con procedure complesse, costi aggiuntivi e ritardi che spesso non trovano giustificazione.

Eppure il biologico in Puglia continua a crescere e a dimostrare tutta la sua forza, con la superficie agricola destinata al bio che è aumentata del 2,4%, raggiungendo 318.461 ettari, un dato che conferma la regione al vertice della classifica nazionale, con il metodo biologico ormai diffuso in tutti i comparti produttivi. Il risultato emerge dal Rapporto Bio in cifre 2025 di ISMEA. A sostenere il settore è anche la crescita dei consumi, con la spesa per prodotti biologici nella grande distribuzione che è aumentata del 2,9% tra il 2024 e il 2023, con risultati particolarmente positivi per frutta (+2,7%) e ortaggi (+3%), mentre si registrano aumenti molto significativi per uova fresche (+10,4%) e oli e grassi vegetali (+31,8%). Segnali positivi arrivano anche da miele (+5%), bevande analcoliche (+3,8%) e altri prodotti alimentari (+5,5%), a conferma di una domanda sempre più orientata verso prodotti sani, sostenibili e di qualità.

La crescita riguarda soprattutto le aziende agricole e i produttori esclusivi, mentre si rafforza il modello delle imprese che integrano produzione e trasformazione, rendendo il comparto più solido e strutturato. Sempre più rilevante anche il ruolo dei mercati contadini, con i prodotti biologici presenti in un farmers market su due in Puglia, mentre quasi il 24% della superficie agricola regionale è già coltivata con metodo biologico, avvicinando l’obiettivo europeo del 25% entro il 2030. Il biologico può contare inoltre su una forte fiducia dei consumatori, considerato che un cittadino su cinque acquista regolarmente prodotti bio ed è disposto a spendere di più per avere la garanzia della certificazione, mentre cresce anche la propensione all’acquisto diretto nei mercati contadini, dove la presenza dell’agricoltore rappresenta un elemento decisivo di fiducia e trasparenza.

Per Coldiretti Puglia diventa quindi fondamentale intervenire per difendere questo patrimonio, riducendo il peso della burocrazia e sostenendo le imprese che hanno scelto un modello produttivo sostenibile. Allo stesso tempo è necessario valorizzare il biologico nazionale attraverso strumenti come il marchio del biologico italiano, che consentirà ai consumatori di riconoscere il vero Made in Italy, anche alla luce dell’aumento delle importazioni dall’estero, cresciute del 7,1% nel 2024.

Serve una decisa semplificazione normativa e l’applicazione del principio di reciprocità negli scambi internazionali – conclude Coldiretti Puglia – perché solo tutelando il lavoro delle imprese agricole e contrastando la concorrenza sleale sarà possibile garantire un futuro a un settore strategico per l’economia, l’ambiente e i territori della nostra regione.

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